Se non ti lecchi le dita ti droghi solo a metà.
Ho fame. Apro la dispensa e ci sono loro, le patatine. ci sono sempre o quasi sempre, semmai dimenticassi di prenderle. Al formaggio, rustiche, di mais, cotte al forno, alla paprica, gusto pizza, bianche. Come le volete ci sono.
Insomma, toglietemi tutto ma non le patatine. Ok, sono proprio una pessima persona, lo ammetto. E che sono una drogata di patatine, potrei cominciare e non fermarmi più, andare avanti ad oltranza, come winnie the pooh con il miele, anche se poi mi perdo in disastrosi sensi di colpa e autocommiserazione.
C'ho provato a non comprarle, ma serve a poco.
Dire di essere drogati per qualcosa, l'ho sempre creduto un modo di dire, per sottolineare un comportamento smodato. Bene, ho appena scoperto che non è un modo di dire per niente, ma un dato di fatto conclamato.
Le patatine al pari dei cibi fritti e grassi creano dipendenza.
Ode alla scoperta dell'acqua calda direste voi.
Manco per il cavolo.
La cosa è seria.
E ne sono scioccata.
Ho appena letto che secondo uno studio di non ricordo chi, nel momento in cui cominciamo a mangiare questo junk food, si attiva uno scambio di informazioni tra la lingua ed il cervello e il nostro corpo comincia a produrre una sostanza detta endocannabinoidi, che causano la sensazione di fame continua.
Vi dice niente la desinenza, cannabinoidi?