venerdì 24 febbraio 2012

La casa dei pazzi.

Fellini ispirandosi ai freak, pensava a noi.
Capita che entri in bagno e ti trovi, una lunga un metro, con i capelli arruffati e la canottiera fuori dai pantaloni, immobile e distesa nella vasca da bagno. Con gli occhi chiusi e la faccia seria. Oddio un cadavere. Oddio ma è mia figlia. Oddio ma che cavolo ci fa distesa nella vasca da bagno? e sopratutto da quanto ha imparato ad entrare da sola nella vasca da bagno? 
Tralasciando la seconda domanda, occupiamoci della prima. "hei che ci fai li dentro?"

giovedì 23 febbraio 2012

Drogata


Se non ti lecchi le dita ti droghi solo a metà.
Ho fame.  Apro la dispensa e ci sono loro, le patatine. ci sono sempre o quasi sempre, semmai dimenticassi di prenderle. Al formaggio, rustiche, di mais, cotte al forno, alla paprica, gusto pizza, bianche. Come le volete ci sono. 
Insomma, toglietemi tutto ma non le patatine. Ok, sono proprio una pessima persona, lo ammetto. E che sono una drogata di patatine, potrei cominciare e non fermarmi più, andare avanti ad oltranza, come winnie the pooh con il miele, anche se poi mi perdo in disastrosi sensi di colpa e autocommiserazione. 
C'ho provato a non comprarle, ma serve a poco. 
Dire di essere drogati per qualcosa, l'ho sempre creduto un modo di dire, per sottolineare un comportamento smodato. Bene, ho appena scoperto che non è un modo di dire per niente, ma un dato di fatto conclamato. 
Le patatine al pari dei cibi fritti e grassi creano dipendenza.

Ode alla scoperta dell'acqua calda direste voi. 

Manco per il cavolo.
La cosa è seria.
E ne sono scioccata.

Ho appena letto che secondo uno studio di non ricordo chi, nel momento in cui cominciamo a mangiare questo junk food, si attiva uno scambio di informazioni tra la lingua ed il cervello e il nostro corpo comincia a produrre una sostanza detta endocannabinoidi, che causano la sensazione di fame continua. 
Vi dice niente la desinenza, cannabinoidi? 

venerdì 17 febbraio 2012

Crescere semplice.


Diventare grandi.
Stamattina, mentre eravamo in macchina per arrivare all'asilo, la Princi schiocca un: "mamma io da grande voglio fare la mamma brava come e te!" così dal nulla, senza un argomentazione precedente.  Lei, sa fulminarti così, a ciel sereno, quando me te lo aspetti, quando proprio non ci pensi.


lunedì 13 febbraio 2012

Dormosi


Devo rispondere a qualcosa come 100 mail. Alcune sono di pagamento, roba che se non rispondo non percepisco euro, un altro paio sono di collaborazioni fighe che se continuo a latitare mi mandano a fanciullo. Poi ci sono quelle di lavoro, tipo  articoli per delle riviste, che il pezzo mensile l'ho già inviato, poi però pensano bene di chiamarmi di Domenica mattina e commissionarmi un intervista. ok nessun problema, se c'è una cosa che mi piace sono le interviste, lavoro minimo, domanda e risposta e il gioco e fatto. Per quanto deve essere pronta l'intervista? Lunedì pomeriggio entro le 15. Lunedì andiamo in macchina, quindi ci serve presto. A quindi ho una settimana per organizzami, bene. No, non una settimana, lunedì domani, lunedì 13. No scusa, ma sono le 11:00 di domenica mattina e dovrei come minimo chiamare per un appuntamento e se non mi ricevono?

mercoledì 8 febbraio 2012

Pensieri in gabbia

La gabbia dei pensieri.

Insomma la famiglia si allarga. Da una parte evviva, evviva, dall'altra o mio Dio che sto facendo. Il bello di avere un blog è proprio questo: avere traccia di che cosa è stata la vita dopo l'arrivo del figlio. Se nei ricordi i particolari si perdono e le sensazioni si attenuano, nella lettura dei vecchi post ci ritrovi tutto.

La disperazione, lo sconforto, lo sgomento, l'incapacità, la rabbia, la tristezza, la delusione. Ed ecco, forse sarebbe il caso di chiuderli a doppia mandata quei vecchi post, che anche se provi a mentire a te stessa dicendo che erano esagerati ed enfatizzati dagli sbalzi ormonali del post parto, in realtà sai benissimo che tutte quelle parole che hai vomitato sulla tastiera erano vere e pesanti e facevano male. E quello che spaventa e sapere che torneranno. Sapere lucidamente che tutto potrà ripetersi, come in un percorso a tappe obbligate a cui non poter sfuggire. E a me fa davvero un sacco un sacco paura, sapere già di dover affrontare momenti poco felici e non parlo della paura del parto o del dolore.

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