venerdì 28 maggio 2010

Due. Dico Due.



Il 29 Maggio 2008 alla 25° settimana di gravidanza. In rigoroso abito bianco candido e blasfeme scarpette rosso vermiglio, alla Doroty style. Ho detto SI al Socio.



Due anni. 24 mesi. 96 settimane. 672 giorni e 16.128 ore sono passati da quel giorno.

Lo ricordo come un sogno. Tanti preparitivi, ansia, aspettative.

I riti del sud. Sacri ed inviolabili. Il "letto" fatto dalle nonne e dalle "vergini"(che poi non erano vergini). Gli uomini da una parte le donne dall'altra. "l'apertura della casa" a quelli che venivano a "vedere la casa". La serenata la sera prima. Il santino di "protezione dal mal'occhio". I soldi sotto al materasso.

Io che volevo una cosa semplice e intima mi sono ritrovata in un pentolone di cose "da fare" a cui non mi sono potuta tirare in dietro e che alla fine mi hanno anche divertito. E' bello scoprire tante tradizioni che chissà già oggi sono andate perdute. Ma tante sono anche le cose che avrei evitato.

Il matrimonio. E' un evento speciale. E' una festa di tutti. Poveri illusi gli sposi che credono riguardi solo loro. Le nonne e le mamme hanno il monopolio.

La sposa è la protagonista induscussa, anche lo sposo, ma la vera protagonista è lei.

E' volato via in un attimo, quel 29 maggio, tutto in fretta, senza il tempo di realizzare, con mille cose rimaste in sospeso per un giorno che sarebbe dovuto durare il doppio per farmi rendere conto veramente di quello che mi circondava. La sveglia alle 5:00 è servita a poco. Tante emozioni, tanto di tutto. Un giorno meraviglioso.

Un giorno e mi sono ritrovata, moglie. Dopo pochi mesi, madre.

Due anni di matrimonio. NOZZE di CARTA.

Le sorprese non sono mancate quel giorno, una soprattuto, fuori da ogni schema, contro corrente, fuori tradizione, una botta di alternatività. Una nota di colore, la mia firma, la nostra firma, mia e del Socio al nostro matrimonio, come lo scarpe rosse sotto l'abito bianco, criticatissime e amatissime e la batteria del socio in sala, centro di gravità permanente della giornata. La marcia nunziale.

Questa: Toto - Child's Anthem

Riuscite ad immaginare la faccia di mio padre che mi accompagna all'altare su queste note?
Il momento piu unico ed emozionante.

Tanti auguri a noi!

Faccende domestiche

Se proprio non riuscite a sfaccendare con i nani tra i piedi, bhè lasciate che siano loro a sfaccendare per voi.

Basta uno straccietto e vedrete, sono anche bravissimi. La rana ad esempio, è un portento.

video

giovedì 27 maggio 2010

Essere troppo buoni, non sempre paga.

C’è un bambino. Ha 4 anni. Ha un fratellino di 15 mesi e la sua è una famiglia un po’ particolare.

Si direbbe disagiata, a gli occhi di chi non li conosce.
E’ praticamente cresciuto per strada, parla poco e molto male.
Quando era più piccolo è capitato che andasse in giro scalzo e con il pisellino di fuori, spesso se lo incontravo io lo riportavo a casa altrimenti lo faceva qualcun’ altro.

All’asilo ci va un giorno si e dieci no, o perché si sono svegliati troppo tardi o perché è malato.
Soffre di bronchite cronica, ha una tosse da fare invidia ad un fumatore incallito e le maestre preferiscono non stia a contatto con gli altri bimbi.
Quando è malato corre ugualmente per strada, senza giubbotto anche a -10, poi la mamma lo imbottisce di medicine, credendo di risolvere qualcosa.

Il fratellino piccolo è sulla sua stessa strada , ha bevuto latte a lunga scadenza da appena nato, perché la mamma non aveva latte e perché quello in polvere costava troppo. Gioca sul marciapiedi davanti casa e mi è capitato di levargli dalle mani, mozziconi di sigarette o ciuingam già masticati che raccoglieva senza che nessuno gli badasse.

I soldi in realtà non mancano. Il marito lavora come un mulo tutto il giorno. Solo non li sanno amministrare.
Fumano come turchi in un monolocale di 50mq e ogni volta che ci entro puzzo tutta da capo a piedi.
I piccoli non hanno regole e si imbottiscono di merendine, cioccolata e patatine.

Sono figli dell’ignoranza e dell’analfabetismo. Lui a 10 anni in più di lei che è una ragazzina ma dimostra il doppio della sua età. I figli sono lo specchio dei genitori.

Abitano di fronte casa mia e con lei ci sono andata insieme alle elementari. E alle elementari è fermo il suo grado di istruzione. Sarà pure ignorante ma sa bene dove bussare per ottenere quel che vuole. Usufruiscono del banco alimentare e del sostegno comunale, poi sfoggiano cellulari all’ultimo grido.
Percepiscono assegni di disoccupazione da capogiro e i figli vanno in giro senza scarpe e senza mutandine.

Li ho aiutati spesso, perché i bambini sono adorabili e si meritano una tutina nuova e un paio di scarpe.
Le ho passato molte cose di chiara, che poi ho visto all’angolo del bidone della spazzatura, totalmente distrutte, dopo poco tempo.

Qualche volta lei viene a trovarmi, le offro un caffè e i bambini sono tanto estasiati dai giochi di Chiara che poi non vogliono andar più via. Chiara dal canto suo è contenta di avere degli amichetti anche se, quando vanno via devo lavarla da capo a piedi.

Da qualche giorno, il bimbo grande ha imparato a venire a casa nostra.
Suona si infila dentro e corre nella cameretta di Chiara.
La prima volta ne fui sorpresa, anche perché era solo e la mamma lo venne a cercare solo dopo un ora.
Poi di nuovo di domenica mattina alle 9:00 ci diede la sveglie e il Socio ne fu seccato. Poi di nuovo ancora.
Sempre solo, solo che ora la mamma non viene nemmeno a cercarlo o a scusarsi dell’invasione.

Io il bambino non lo lascio fuori e nemmeno lo caccio perché non ne ho il coraggio, ma casa mia non può diventare l’asilo dove non va.
All’inizio poi era educato ora invece fa il prepotente con chiara e si comporta male.
Lo tengo solo perché so benissimo che se non stesse qui starebbe per strada e mi dispiace quindi mi armo di cuore e pazienza.
Da ieri ha anche cominciato a pranzare da noi.
La mamma non lo cerca per tutto il giorno e solo quando la chiamo e viene fa la mortificata, però finché non la chiamo non si preoccupa del figlio.

Il Socio è seccato, io non so che fare. Potrei non aprirgli la porta quando suona ma poi sto male.
Del resto lui e come se venisse a rifugiarsi qui. In un ambiente pulito e a misura di bambino.
Ma penso anche che la mamma stia calcando un po’ la mano sulla mia troppa bontà.
Dice che si fida di me perché mi conosce ma lei si sbarazza del figlio e io ho delle responsabilità che non mi competono.

E’ uscito sulla veranda nonostante gliel’ avessi proibito e ho paura che i suoi modi, soprattutto il modo di comunicare che ha possano influire negativamente sulla rana che obbiettivamente parla molto meglio di lui.

Sono fregata, perché quando va via mi riprometto di non tenerlo più, poi invece quando vedo dallo spioncino quegli occhioni blu, non posso non aprire.

Sono troppo buona e gli altri ne approfittano.

Song: CREUZA DE MA - FABRIZIO DE ANDRE'

Foto: Biokip

mercoledì 26 maggio 2010

Iperattività

Domenica saremmo dovuti partire per Tenerife. Niente, siamo qui, a squagliarci sotto un sole che tutt’assieme ha deciso di farsi vivo. Avere 28° alle otto e mezza del mattino mi sembra un tantino esagerato. Che c’ho ancora gli armadi da rifare visto che a sera sembra di essere in Siberia tanto il freddo e le varie collezioni P/E e A/I si prendono a pugni per dividersi lo spazio di un normalissimo 4 ante.

Dicevo Tenerife, se fino a sabato vedendo il tempo incerto mi auto convincevo che sì, il tempo sarà orribile meglio che non siamo partiti, oggi dico, ma tu guarda un po’ che razza di sfiga carogna c’ho attaccata al culo. L’unica settimana decente di maggio l’avevamo beccata noi con il viaggetto ed invece siamo rimasti a casa.

Non ci pensiamo. Non ci pensiamo.
Che vi volevo dire?
A si ecco, riguarda la rana. 20mesi e carattere deciso da venderne.

Qual’ è il problema?
Il problema è la sua iperattività, che di per se non è un problema della rana ma mio che non so come gestirla.
Diciamo che finché siamo in casa tutto prosegue normale. Attraversato l’uscio, la vita sociale in sua compagnia è un inferno.
Ieri, giornata di cerimonia, starle dietro con un tacco 12 è stata una tortura, nonostante le scarpe che indossavo fossero di fama ultra comodissime, i miei piedi ne sono usciti martoriati.
Non c’è verso di farla stare ferma per più di 10 minuti. Corre, scappa, urla e strepita. Ci proviamo con la gentilezza, cerchiamo di spiegarle come comportarsi, cerchiamo di dissuaderla, la facciamo interessare a qualcosa che può fare anche seduta o comunque vicino a noi, la coinvolgiamo, ma tutto funziona solo per una manciata di minuti. Appena ti volti è scappata, ha rovesciato un bicchiere, si è seduta a terra o sta assaporando dell’erba.
Passiamo alle maniere forte, la confiniamo nel seggiolone e apriti cielo, vi lascio immaginare le sue proteste di opposizione.

Che fare? Restare confinate in casa fino alla maggiore età o continuare a lasciarla da nonni ET similari per passare una giornata/serata tranquilla? Che quello che dico è che se mai la porto fuori con me mai si abitua a stare con gli altri e forse sarà sempre peggio. Fin’ora però le prove fatte, di uscita in tre, sono state un enorme fallimento. E poi c’è anche che mi dispiace, povera ha diritto anche lei a un po’ di mondanità ,se non fosse che poi la sua manda ai cavoli la mia, sarebbe perfetto.

Relativamente, la rana è una bimbetta tranquilla, ma curiosa che non si capisce, tutto l’attira e tutto vuole scoprire ma ha bisogno di freni, perché non proprio tutto può essere scoperto a 20 mesi.

Quando era più piccola non vedevo l’ora che crescesse e cominciasse ad essere interessata al mondo. Ora invece vorrei che tornasse piccola, che dove la mettevi stava e si intratteneva con un tovagliolo e un pezzo di formaggio.

I vostri figli sono tutti angioletti o anche voi siete passate per questi terribili 20?
No, perché se conoscete un metodo infallibile per non continuare a maledire ogni sera l’attimo in cui ho deciso di portarmela dietro, ditemelo, vi prego.

Altrimenti mi toccherà ricorrere a guinzaglio e museruola.
Scherzo è che un po’ mi sento fallita a non riuscire a trovare un modo per tenerla a bada e mi ostino a portarla con me nell’utopia che impari emulando noi, ma ho la sensazione che prima che succeda avrò mandato a puttane un bel po’ di serate tranquille.

Non ho pensato al Negroni! Magari un goccio e la stendo nel passeggino. *_* e se invece le fa l’effetto contrario? NO, no, vi prego aiutatemi.

Song: Pseudofonia - cheufachefaje

Foto: EllenZoccola

venerdì 21 maggio 2010

a last drink, please!

Pazienza, tanta pazienza ci vuole e anche una massiccia dose di buon senso, no non ho detto stupidità ho detto proprio buonsenso.

Perché buon senso ci vuole per immolarsi come sto facendo io alla causa del quieto vivere e vantare un fegato ancora sano e non corroso dell’eccessiva produzione di bile degli ultimi tempi.

Che a pensarci bene non sai nemmeno perché lo fai. Poi ti ricordi che sei sposata e il matrimonio è una cosa seria, ti ricordi che è il padre di tua figlia e lei ha diritto a un padre, che per quanto stronzo possa essere è sempre suo padre.

Pensi alla morale e dici buon senso, pensi alla realtà e dici, chi cazzo me lo ha fatto fare?

Sono quattro giorni che ci parliamo appena, che se vogliamo aggiungere quelli che è stato fuori arriviamo a sette. Un settimana.

Due soggetti che condividono la stessa casa e lo stesso letto ma non condividono la stessa vita.

Il fatto è che mi sono rotta, mi sono rotta che non c’è mai, che tutto quello che gli interessa è fuori di qui. Perché la musica ti rapisce e se fai musica non puoi pensare ad altro. Non è come l’operaio che fa le sue otto ore e torna a casa. No, la musica ti bracca sempre, ovunque, in ogni dove, non ha orari. E io mi sono rotta. Poi ci metti la nascente carriera politica e hai chiuso il quadro delle 24 ore in cui alla sezione famiglia è dedicato il 20% compreso le ore passate a dormire, almeno quelle sotto lo stesso tetto per tutti e tre.

Te lo sei scelto musicista, ora te lo tieni il musicista. Lo sapevi.

Di lui amo la bravura, le capacità, la carriera, quando suona mi manda in palla l’ormone, mi piace far schiattare d’invidia le ragazzine che sbavano dietro come cani in calore. Lui è mio.
Ma quel che odio e non concepisco è la sua incapacità e il poco impegno che ci mette a trovare un equilibrio tra la sua vita pubblica e la sua vita privata, senza che una prenda il sopravvento sull’altra.

E’ partito, cosi su due piedi, sabato scorso, senza darmi il tempo di metabolizzare e da quando è tornato gli tengo il muso. I nostri sono dialoghi telegrafici, lo stretto necessario, fin quando non cambierà qualcosa.

Bisogna richiamarlo all’ordine il ragazzo. In 5 giorni, secondo voi è cambiato qualcosa?
NIENTE.
Anzi, sembra quasi gli vada meglio così. Il mio silenzio non sortisce stupore, finalmente non gli fracasso i coglioni con le solite storie e le solite ramanzine.

L’apice questa sera. Invita gente a casa e sottolineo INVITA LUI.
Rientra alle 22:30. Cazzo inviti gente se non ci sei?
Il tempo di salutare che s’è fatto tardi ad aspettarlo e gli amici vanno via.
Andati gli amici, si cambia la maglia, schioccare un bacio alla rana, farfuglia qualcosa e in una manciata di minuti è di nuovo fuori, andato, uscito.
Se tutto va bene lo ritrovo nel letto domani mattina.

Si può andare avanti così?

Poi dici che non gliela dai. Che a dirla tutta gliela daresti pure, quando torna all’alba con l’adrenalina da post concerto ancora in circolo e il suo odore caldo, ma per principio stringi le chiappe e lo rimbalzi al suo posto.
Furbo lui, ha anche il coraggio di venirti a cercare nel letto, anche se non gli parli, anche se sa che ce l’hai con lui, perché sa benissimo che non resisterai a lungo, che senza di lui non ci stai e questione di massimo due giorni ancora e cederai alla resa.

Potrei anche mandare tutto a puttane.
Qualcuno l’ha presa in considerazione questa ipotesi? No? È cosi evidente il mio stato di sottomissione alla causa muliebre?

Come ci sono finita in questo sistema di scatole cinesi di sentimenti e responsabilità?

Forza e buon senso, arriveranno tempi migliori. Almeno lo spero.
No non sono rassegnata, cerco di essere comprensiva, DEVO essere comprensiva. Icazzata e conprensiva, che brava moglie.

Intanto ci vuole qualcosa di forte, di molto forte. Qualcosa da mandare giù insieme all'amarazza. Un Jack Daniel’s è l’ideale. Con un sottofondo un po’ retrò.

Song: Non ti sveglierò - Pierangelo Bertoli

Poesia in musica, di quella che non tutti conoscono ma che è patrimonio da salvaguardare e non dimenticare.


giovedì 20 maggio 2010

c'est facile!

In fin dei conti è facile.

Come prima di partorire, sei li trepidante che non sai che t’aspetta, non sai come e cosa farai.
Poi partorisci, nasce e ti dici che tutto sommato è stato semplice e si può rifare.

Come prima di un esame, ripeti, ripeti, ti torturi le ciocche di capelli e ti divori le unghia, hai una fifa boia. Fai l’esame, magari lo passi, magari no, ma comunque nessuno è morto e ne prepari subito un altro.

Esattamente così succede con i figli.

Nascono e ci si incollano al cuore. Nel cervello parte il dictact “senza di me non può stare” “non posso lasciarlo, come farà?” nell’insana convinzione che, come quando erano dentro la pancia, vivano in funzione nostra.

Forse è così, nei primi mesi. Poi no, i figli vivono di vita propria indipendentemente dalla mamma, chiunque può soddisfare i loro bisogno e non per forza deve essere la mamma, loro si staccano invece noi no. Nel nostro cervello rimane pigiato il mood “senza di me non può stare”.
Senza di me, morirà di fame, non dormirà e sarà sepolto da tonnellate di merda.

Poi succede che per necessità ti devi staccare, e sei li che giri come un trottola, indicando a tua madre, che li sono i pannolini, li il late, li i vestiti e ancora li le pappe, i giochi, il suo asciugamano come se tua madre non avesse mai messo piede in casa e peggio ancora non avesse mai avuto figli.

Sei nervosa? No, semplicemente pianifico tutto.
Sei ansiosa? No, solo ho paura di mancarle.
HAI PAURA CHE TI MANCHERA’, ho si certo lo sai bene, ti mancherà tanto.
Ecco cosa ci frega a noi mamme, l’idea di essere indispensabili, quando magari in realtà lo siamo solo relativamente ma non possiamo farne a meno.

Come per gli esami, come per il parto e come per tutte le cose del mondo, è solo l’inizio.
Una volta chiusa la porta di casa e impegnato il cervello in quel che c’è da fare, ti rendi conto che è semplice, lei sopravvive meglio di te a qualche ora di distacco.

Negli ultimi giorni ho ricorso alle nonne, in dosi massicce, senza troppi problemi e ripenso a quando dovevo lasciarla la prima volta. Quasi piangevo.

Ora è una cosa naturale, certo non priva di preoccupazioni, ma molto più semplice e leggera.
Anche lasciarla per un aperitivo con le amiche, per una notte brava come non succedeva da tempo, ha perso il suo carico sensi di colpa.

Anzi vi avviso, una volta presa coscienza, che lasciato il nano a casa ci si diverte di più, si sta tranquilli e soprattutto non muore nessuno. Ci si prende gusto.
Ci sono arriva tardi, a 20 mesi suonati e sotto pressioni esterni, ma ci sono arrivata.

Lo scrivo per ricordarmelo e per dirlo a chi ancora non è passata oltre a chi ancora non si spoglia di quel senso di onnipotenza che la rende insostituibile per mezza giornata.

E’ facile, stanno bene loro e credetemi sulla parola stiamo benissimo anche noi.

Per tenere aggiornato il libro eventi in merito alla rana:
- ho speso 42 euro per una crema prescritta dal pediatra che ci ha scambiato per la famiglia Rockefeller.
- sospetta allergia alle fragole.
- dice i numeri fino a 3 quando le va anche 4
- canta “batti batti le nanine..” e “ ghio ghio ondo” (giro giro tondo).

Song: Alice In Chains - Your Decision

Foto: Piermario

venerdì 14 maggio 2010

A me gli occhi.

Prendi due persone, magari due ragazze, magari coetanee, magari che si incontrano casualmente.

Metti che le due vogliano scambiare due parole, prendere un caffè e discutere di qualcosa.

Metti che una delle due ha una nana in dotazione apparbicata nel passeggino, che stringe un alticonformistica bambola dalla pelle scura, i capelli ricci e con un pomposo abito verde, al secolo: la principessa Tiana.

Dopo i primi due minuti di sosta, il passeggino si anima di vita propria, tremola e sobbalza.
Cos'è?
E' la nana che lo occupa, che cerca di far capire alle due che si è rotta di sentirle blaterare e vorrebbe continuare nel suo percorso.
Al terzo minuto, sempre la nana, terminata l'esigua scorta di pazienza che porta con se, tenta il salto dal passeggino.
Tantativo fallito. "Salvata in estremis" titoleranno i giornali.

Le due prendono posto su una panchina in un parco e quella che è mamma squinzaglia la prole, al secolo: la Rana.

Potrebbe, correre, giocare, raccogliere sassolini, magari anche scappare.
Invece No.
NO.
Ha deciso di farsi considerare, ha deciso che non gli andava che la mamma stesse tranquilla a chiacchierare senza darle troppo importanza.
Perchè li è importante, egocentrica ed eccentrica.
L'attenzione dev'essere tutta su di lei, la prima donna.

Lei due così cominciano a parlare ad intermittenza.
Parola. Pausa. Parola. Pausa. Parola. Pausa.
Da manicomio.

Perchè?
Perchè ad ogni parola proferita che non fosse diretta alla rana, questa cominciava ad urlare.
Una specie di gioco a chi regge di piu.
Tu dici una parola e lei ti urla sopra. Tu taci, lei tace.
Tu parli, lei urla, tu smetti e lei smette.
Semplici le rogole per partecipare, peccato che nessuno fosse interessato a partecipare.

Sorrisi di circostanza per sdrammatizzare.
Altro che sdrammatizzare però, ci sarebbe solo da drammatizzare, per la diaboleria che è capace di generare una testolina arrivata sulla faccia della terra da manco 2 anni.

Furbi, ma quanto sono furbi i nani?
della serie che ottengono sempre quello che volgio e ti sfessano alla grande.

Tentiamo la carta dell'indifferenza, provando a parlare nonostante le urla. Sembra funzionare. Sembra. Infatti la rana si allontana qualche passo e si avvicina ad una fontana. Tranquille non tenta il suicidio, la fontana è invalicabile. Ma ci si possono buttare dentro, sassolini, monetine, foglie per vederle galleggiare come barchette e perchè no anche le bambole e perchè no anche la principessa tiana.

Insomma se con le urla non ci era riuscita a farci smettere di parlare catalizzando l'atenzione su di se, ha sacrificato la sua bambola pur di riuscire nell'intento. E ci è riuscita.

Per concludere l'esilarante aneddoto, principessa recuperata fracica e puzzolente, rana ingroppo al pesseggino e via verso casa.

E l'amica?
Chiaccherata rimandata a quando la rana non sarà in preda ad un attacco di egocentrismo cosmico.

Song: Carmen Consoli - Blunotte

Un aneddoto pungente-divertente in una giornata che di divertente ha ben poco.
Ma la musica, sempre lei, croce e delizia, sa come consolarmi.

...e sempre la musica la terza incomoda....fosse almeno una donna, saprei con chi prendermela!

mercoledì 12 maggio 2010

Sogno o Son Desta?

Ok, non lo dirò troppo forte.
Ok, lo dico piano piano, giusto per non portarmi troppa sfiga.
Lo dico.....pronte?

Sono 10, leggete bene 10, 10 notti consegutive che la Rana dorme.
Ma non dorme semplicemente e basta.

Dorme tutta la notte di filato e sopratutto dorme nel suo letto. Nel suo lettino avete capito?

Niente piu piedi infilati in bocca e manine nel naso, niente piu braccia addormentate perchè le ho tenute alzate tutte la notte come una catatonica. Niente levate notturne per il trasloco dal letto A al letto B.

Niente. Solo lunghe, lunghissime notti di sonno, continuo e initerrotto.
Sogno o son desta?
Non so. Non lo so nemmeno io, come sia accaduto.
Di punto in bianco ha cominciato a non svegliarsi per il solito trasloco, poi di nuovo la sera dopo e quella dopo ancora.
Ora siamo al punto che dorme dalle 10 alle 11 ore consegutive a notte.
Veroooo? SI VERISSIMO!!!
Io ancora mi sveglio ogni tanto per controllare se è c'è oppure me l'anno rapita, ormai è un abitudine dormire ad interminteza...ma non ci metterò molto a riprendere i vecchi ritmi di sonno profondo.

Dall'alto della mia esperienza pertanto consiglio: non vi disperate se ha preso possesso del vostro letto, prima o poi vi starà stretto e capirà che sta piu comodo in un lettino tutto suo!

Incrociate le dite e tenete duro. Speriamo solo che ora che l'ho gridato ai quattro venti che abbiamo ripreso a dormire come le persone normali, non ricominci con il mood dei traslochi notturni...

Song: Lucio Battisti - Arrivederci A Questa Sera

lunedì 10 maggio 2010

Autorità: questa grande sconosciuta.

Dopo lo svezzamento.
La condivisione del letto matrimoniale.
La notte scambiata per il giorno.
I primi passi e le prime cadute.

Credevo fossimo giunto ad un periodo di riposo.

Ed invece no, comincia il capitolo: imposizione dell'autorità genitoriale. Ossia come far capire al pupo chi è comanda.

Dopo essere stata per tutta la breve vita della rana, totalmente assirvilita ai suoi bisogni. Pappa, nanna, cacca, giochi. la pupa non è al corente che del fatto che non tutto gli è dovuto, che ci sono regole da rispettare e cose che si possono e non si possono fare.

Ha capito che la pastina va ingoiata e non sputata, che la notte si dorme e lo si fa nel proprio letto e che possibilmente mentre si cammina si guarda avanti e non in aria, evitando sbernoccolamenti vari. Le energie spese nel raggiungimento di questi traguardi mi sembravono immani. Sognavo, infatti non hanno nulla a che vedere, con quelle a cui devo attingere per star dietro alle nuove necessita di crescita.

Quello che ancora non ha capito la rana è che "no!" significa esattamente " no!".
Nel suo strampalato modulo di decodificazione del linguaggio genitoriale per chissa quale strano motivo, "No!" vuol dire "continua pure a farlo e anche meglio di prima".

Della serie "Chiara, no, non si fa così!" e lei gù a fare peggio, esattamente quello che le avevo appena negato, con in piu un grosso grasso sorriso stampato in faccia.

Mister simpatia, mi prende per il culo alla grande. A nulla valgono rimproveri e minaccie, comincia a scappare per casa tramutando il richiamo nel gioco del nascondino.

Ora capisco perfettamente che oltre al linguaggio verbale entra in gioco il linguaggio corporeo, ma vi assicuro che io dico "No!" con la voce e con il corpo, dichiarando con ogni poro e ogni cellula l'intenzione che se non smette potrei anche lanciarla a l'altro capo del mondo. Mai lei nulla. Si scompiscia dalle risate, piu io incalzo con il richiamo e piu lei si ostina a far quel che vuole. Terribile. Ride a crepapelle. Che c'avra da ridere!
C'avrò mica scritto in faccia gioconda. Bhò, Il problema sussiste e l'incapacità di imporre l'autorità materna sta portanto questa casa ad essere una babele. Non ci si comprende. Ognuno parla la sua lingua e fa quel che vuole.

"Chiara scendi dal divano!" e questa comincia saltarci su a ripetizione, a sfreggio proprio, a sfidare. Chiara non mordere, non lanciare i giocattoli, non tirare i capelli. Niente. Fa esattamente il contrario. Morde ancora piu forte, lancia qualunque cosa le capita a tiro non solo i giochi, tira i capelli ancora piu forte. La raggiungo, la blocco e cerco di farmi capire con la farza, ma li scatta la riderella isterica e smisurata. E' normale? no ditemi se è normale perchè per me è paradossale!

Mia figlia è un incrocio di teppisti e bulli concentrati in 90 cm.

E' grave, sta diventando una teppista. Che da una parte potrebbe anche essere gratificante, immagindo le capacità che avrà nel farsi rispettare dai piu grandi, non si farà fare fessa, ma dall'altra e l'uso indiscriminato dei comportamenti aggressivi nei confronti di chiunque a destare le mie preoccupazioni. Mi sta bene il carattere forte ma fino ad un certo punto.

Che poi a chi avrà mai visto comportarsi così? Bambini li frequentiamo tanto poco quanto niente e in casa regna un area di totale pace e calma.
Vuole attirare attenzione? Bella mia, sei figlia unica, praticamente tutto il nostro mondo gira intorno a te..che vuoi di piu dalla vita.

Credevo che la fase 0-1anni fosse difficile, faticosa, lenta e diluita da orari e bisogni che non erano i miei ed ero contenta di averla superata ma ora che entra in ballo la capacità di saper educare i propri figli, dove il tempo corre dietro le sue gambine che scappano ovunque è un altro paio di maniche. Non c'è proprio mai tempo per riposarsi.

Io non me lo so spiegare, da due anime calme e pacate che siamo io e il Socio da dove può mai essere uscita questo peperino che ultimamente non mi da pace?

La guerra continua, io non mi arrendo, in qualche modo dovrà pur capirlo che se dico NO è No e sopratutto che quel che dico va rispettato.

Uff...mi sento un carabiniere. Ma anche voi avete comiciato con questi problemi a 20mesi o mia figlia è estremamente precoce?

Voglio tornare al puerperio.

Song: RINO GAETANO-NUN TE REGGAE PIU'

sabato 8 maggio 2010

Surprise

Marlene questa mattina si è svegliata single.

Rigirandosi nel suo letto, nel tepore del piumone, alla luce flebile di un mattino molto poco soleggiato, cerca quell'orso perloso che solitamente le dorme accanto. Con sua somma sorpresa, l'orso non c'è. Lei è single in un letto improvvisamente troppo grande e spopolato.

Non è la prima volta che marlene si sveglia senza il Socio al suo finaco, ma generalmente è una cosa di cui è a conoscenza già prima di andare a letto la sera prima. Oggi no, nessuno le aveva detto niente.

Colui che l'ha addormentata coccolandola come un cucciolo in un raro momento di intimità a due. Colui che ha fatto bella mostra delle sue capacità fisioterapiche con quei massaggi che l'hanno mandata per direttissima alla fase REM del sonno. Questa mattina, non c'èra, non era al suo posto, sparito, scomparso, smaterializzato, chissà dove.

Qull'infida di Marlene scende dal letto con il piede sbagliato ed in forca il cellulare, nessuno risponde alle sue chiamate. Comincia a maledire le concessione amorose notturne, ricordadosi che gli uomini sono così, fanno l'amore e poi sparisco e manco ti richiamano. A nulla vale se sono mariti poi, la tiritera non cambia.

Secondo voi è normale svegliarsi e non trovare nessuno? e non riuscire a sapere dove sia ,con chi sia e cosa stia facendo? Voi non sareste diventate folli, consumate dal senso di ignoranza sulle cose? Marlene diventa matta. Ma si controllo.

Decide bene di non pensarci e ti tenere in riserbo tutte le energie per scagliarsi nel peggiore dei modi verso quel marito che compare e scompare a piacimento senza preavviso.

E' la festa della mamma. Vorebbe che qualcune le facesse gli auguri, ma la rana la scanza infastidita dalla sue troppe smacerie e il Socio, ecco qualcuno vorrebbe gentilmete dirgli dove cazzo è finito alle 9:00 di sabato mattina?

Frustrata ed Incazzata medita vendetta e ritorsioni metre prepara il pranzo.

Suonano alla porta. Di sabato possono essere solo i testimoni di geova, non apre e non va nemmeno a vedere. Suonano di nuovo, allora non sono i testimoni, quelli si arrendono al primo campanello.
Guarda allo spioncino e una cosa colorata, grande, resa sfuocata dalla visuale a pesce aspetta che qualcuno apra.

E' un mostro con gambe, corpo e un mazzo di fiori al posto della faccia.
E' il Socio con un mazzo di fiori in faccia.

La testa dice: non ridere, non devi ridere, ricordati che sei incazzata con lui.
Il cuore: e dai vedi che carino è andato a prenderti i fiori.
La testa: perchè cazzo non ti rispondeva al cellulare?
Il cuore: forse dal fioraio e vietato parlare al cellulare...

Tutto questo conflitto interno si è palesato in un mezzo sorriso, morso e stretto da un lato e occhi a cuoricino con le ciglia aggrottate. Fate voi potevo sembrare un pokemon, di quelli che non capisci mai di che razza sono.

Il Socio quello che si scorda gli appuntamenti, che no si ricorda mai le date, che pensa a tutto tranne che a me e alla rana m'ha fatto un regalo. NOOO, non ci credo. E' si pure alzato presto, Nooo è impossibile. Ma vero.

Da vera stronza non lo guardo nemmeno e torno a alle mie cose.

Auguri Mamma! una vocina da pesce lesso.

Mi giro e da dietro i fiori conpare un pacchetto.
Tieni duro, non ti commuovere, sei incazzata, ricordati che sei incazzata.
Il paccheto lo prende la rana e su istruzione del genitore che compare e scompare manco fosse un ologramma, lo porta a Marlene e dice: "..a, mamma...papà, calla a mamma!..." (Traduzione: per mamma, da papà e chiara a mamma).

Ok, posso ancora rimanere incazzata?
No, non ci riesco, ci ho provato a tenere il muso e a fare la dura, ma non ce l'ho fatta, no sono fatta per le sorprese, mi sciogolo come il burro. Dopo aver sferrato un paio di occhiatacce a quell'uomo che era scoparso me lo bacio e me lo stringo. E' tutto un difetto ma lo amo.

Secondo la piu consumistica delle tradizioni, mi sono beccata un cellulare nuovo. Haimè non è l'i-phone ma va bene uguale il corby mi aveva del tutto abbondonata.

Tirando le somme, nonostante fosse cominciata male questa festa della mamma sembra voler concludersi nel migliore dei modi e anche decisamente meglio dello scorso anno.
L'anno scorso eravamo in viaggio di ritorno da roma, abbiamo fatto file di ore ai caselli a causa di una fottuta fiera dell'agricoltura ed ero praticamente esaurita con la rana piccola che non smetteva di frignare. Al primo autogril per non lasciare infesteggiata la mia Prima festa della mamma il Socio comprò baci perugina e un cuore di puluche rosso....sarebbero andati meglio per san valentino, ma basta essere stronza per oggi, ci aveva messo cuore in quella idea riciclata all'ultimo minuto in corsa sull'autostrada. Lo stesso cuore che ci ha messo oggi per farmi questa sorpresa.

Auguri a tutte le mamme.
A quelle che gia lo sono e a quelle che lo saranno.
A quelle felici come me ora e a quelle un po incazzate.
A quelle stanche e a quelle stranamente riposate.

Auguri!

Song: Sogna, ragazzo sogna - Vecchioni

giovedì 6 maggio 2010

We were leaving

Allora! Manteniamo la calma.
Respira. Respira.
Una soluzione si trova.
C'è sempre una soluzione.
Speriamo.

Non ci hanno rubato la macchina. Non ci hanno clonato il bancomat anche perchè non avrebbero fatto un grande affare. Non ci hanno occupato la casa. Non sono venuti i ladri . Non è sucesso nulla alla rana, no, nulla di tutto ciò. Peggio.

Ci hanno solo mandato a puttane le vacanze.
Le vacanze.

Se ci penso sto male.
Aria fatemi aria.
Stiamo calmi.
Tenetimi calma o qualcuno rischia l'ospedale.

Dovevamo partire, dovevamo rilassarci su spiagge di sabbia bianca, dovevamo arroventarci come salsicce sotto il sole ispanico, dovevamo fare gite su un vulcano, dovevamo passare una settimana con i piedi a mollo, dovevamo salutare tutto e tutti e sparire, per una settimana, dovevamo festeggiare il nostro secondo anniversario di matrimonio da soli con la rana sorseggiando cocktail a bordo piscina, in quel di Tenerife.
Dovevamo.

Fino a quanto un impegno improrogabile, di estrema urgenza e di estrema importanza non si è piazzato lì al centro della nostra settimana di vacanze, al centro della nostra settimana di festeggiamenti e addio sogni, speranze e progetti.

Posticipare la partenza....oltre a perdere il beneficio dello sconto per le prenotazioni anticipate, ci viene a costare il doppio perchè entriamo in alta staggione.

Sto male. Piango. Ditemi che è un brutto incubo.

Io che mi immaginavo tornare color caramello facendo schiattare di invidia tutti.
Le valigie praticamente pronte dietro la porta.
Bikini, sandali e kaftani erano schizzati fuori dall'armadio in maniera autonoma...chi glielo dice che devono tornare dentro!

Meno male che avevamo la clausola di recesso sennò a quest'ora avremmo salutato, non solo la vacanza, anche un bel po di euri che a differenza nostra, partivano con un biglietto di sola andata per le tasce del tour operetor.
Ogni cosa ha il suo lato positivo, anche la peggiore.

Come è crudele la vita.

Cercasi soluzione disperatamente.

Song: Antonio Onorato - Per Lei

uno pezzo strumentale very soft per riconquistare la calma interiore e immaginare di essere li, dove non andremo. Lo sentite anche voi il sole caldo...il mare...il profumo della sabbia...no non è il profumo della sabbia e la puzza del lisofor che ho lavato a terra. LOL!! :-(

mercoledì 5 maggio 2010

Questa è bella

Questa è bella o si se questa è bella.

Chiamata sul cellulare da numero non bene identificato di rete fissa.

Cerca che ti cerca nella borsa, il telefono non l'afferro mai in tempo.

Scanza agenda, penna, fazzoletti, occhiali, chiavi, caramelle, winni pooh, che ci fa un whinnie in borsa? il tutto mentre guardi la rana rovesciarsi addosso un infinità di lego e imprechi in aramaico al ritmo della suonerina del cellulare che continui a sentire ma ancora non trovi.

Silenzio. Non squilla più. Poco male richiameranno.

Il numero lo conosco in parte, non riesco ad associarlo ma mi richiama qualcosa.
Niente non mi viene niente in mente al momento.

Richiamano.
Ora ti becco telefono del cavolo, hai finito di giocare a nascondino nella borsa.

"Pronto?
Marlene...sono Mao, come stai? che fai? come sta chiara? che fa chiara? allora, tutto bene? come è andata la giornata?
Mao arriva al sodo, cosa mi vuoi chiedere?
Ieri è partita Mir...ho comprato due spigole......spaghetti.....amici...soli...stasera....
(devi festeggiare che la tua ragazza che è partita, bravo demoniaco)
Quindi, che centro io?
Il Socio, ...ecco il Socio.....dovrebbe...... diciamo potrebbe... venire a cena da me, stasera!
Ma torna alle 23:00 non so....
.....si, lo so, lui ha detto che va bene quando arriva ci raggiunge!
(s'è organizzato la serata, senza dire nulla. Sguardo accigliato e fronte aggrottata)
Susa se vi siete messi gia d'accordo perchè mi hai chiamata?
per non farti arrabbiare!"

Per non farmi arrabbiare? Che vuoi che sia, è solo andato via alle 15:00, che ero da poco rientrata e se va bene ci incrociamo nel letto altrimenti domani se ne parla domani a pranzo. La rana non lo vede da 24 ore e domattina stenderà a riconoscerlo e non dovrei arrabbiarmi.
Io che vorrei uscire, esco e non mi riesce nemmeno bene e lui che mi fa chiamare dagli amici per scanzarsi la ramanzina che è perennemente fuori casa.
Questa si che è bella.

Medito vendetta, io che mi nego alle amiche da vera eretica, in nome di una sana pacchia sul divano con la rana, certo, medito vendetta.
La voglia me la faccio venire tutta e ci aggiungo pure gli interessi per gli amici.

Telefono d'ordinanza alla mano.

"Mao...sono Marlene, come va tutto bene? organizzati, domani resti con il Socio a far da baby-sitter alla rana"
Se c'avete tutta sta voglia di stare insieme non ti dispiacerà.

Stef sei ancora qui vero? parti il 10, ottimo. Domani aperitiviamo only woman? Benissimo a domani, chiama le altre.

A mali estremi estremi rimedi, si combatte ad armi pari alla riconquista della libertà. Posso mica passare per fessa io, buona si, fessa no.

Che horrible mother!

Song: Nada - Amore Disperato

martedì 4 maggio 2010

Di nulla parlando.

Cosa c'è?
C'è che ci ho provato ma nulla, non ci riesco!

Ma perchè?
Non lo so perchè, so solo che lo vorrei fortemente, ma non ce la faccio...
Scusa, ti senti bene?
che domande fai?
...vuoi farlo ma non ci riesci, ti sembra normale...farnetichi...
No, non farnetico, so che non è normale, per questo ci sto pensando, proprio perchè non è normale.
Ti stai divertendo?
Si e No!
Che significa Si e no?
Significa che potrei divertirmi ma non riesco a divertirmi.
Tu, tu non sei normale e con te i tuoi ragionamenti!
Ecco, brava ci sei arrivata, non sono PIU normale Io!
.......

C'è che quando si hanno i figli si cambia.
Hai fatto la scoperta dell'acqua calda.
Non non è una scoperta è una presa di coscenza.
Buongiorno, dopo 19mesi ti sei accorta che la vita cambia.
Non la vita, proprio noi cambiamo.
complimenti per l'illuminazione.

Potrei essere in un pub a sorseggiare una Franziskaner ghiacciata con sottofondo jazz live.
Sono a casa e ho appena messo a letto la rana.
Trovate l'errore!
Nessun errore, sono io che se pur eccitata all'idea di uscire, andare, vedere gente, me ne resto qui a guardare Italian's got talent.

Perchè?
Perchè la rana gia dorme, perchè avrei dovuto portarla dai nonni, perchè il nonno domani si sveglia presto, perchè il Socio non c'è e mi passa ancora di piu la voglia di uscire (anche se in teoria dovrei approfittarne) perchè l'appuntamento era alle 22:00 e sopratutto perchè mi sono super impoltronita.

Alle 22:00 in un altra vita, sarebbe stato anche presto per me. Ma in un altra vita. Non in questa. Alle 22:00 nella mia vita ci sono gia biberon svuotati, pantofole sul divano, pigiami, letti sgualciti e luci quasi tutte spente. Alle 22:00 in questa vita la serata è già finita.

C'è che c'ho provato, ieri, a ripropormi la vecchia vita ma mi va stretta.
Alle 23:00 ero in giro, serata all'inizio. Sigaretta, spritz, occhio all'orologio. Chiacchiere, birra, occhio all'orologio. All'ennesimo spostamento di locale, saluto tutti e vado via. 00:30.
Non è che non mi sono divertita, anzi, ma non come avrei voluto, non in maniera leggera e disparata come mi ricordo che facevo. Perchè ero stanca, perchè pensavo alla rana, perchè volevo un letto su cui buttarmi senza indugio a peso morto.

Quando c'hai un figlio, non ce la fai a tirare tardi per locali senza un valido motivo.
Hai diritto a divertirti.
Oltre al pensiero fisso, ti succhiano tutto pure la vitalità di una sera tra amici.
...e staccalo sto cordone ombelicale.
Ti adegui ai suoi ritmi e regredisci alle sue necessità.
il cervello ti regredisce a te.
Si mi è regredito il cervello, che invece di voler uscire preferisce dare fondo alla vaschetta di gelato al cioccolato guardando gli "Anonimi Calabresi" cantare Grese con le chiappe del culo. very trash.

Se le mie amiche leggessero sto post potrebbero venire a prelevarmi con la forza se non addirittura picchiarmi , ma fortunatamente siamo tutti pacifisti convinti quindi non corro tale rischio.
...hu che peccato, una bella scossa t'avrebbe rinsanita.
Però c'è che ho perso un pò di quella verve da viveur che si dovrebbe avere a 20anni. Della serie potrei ma, non grazie, non voglio.
cazzo, non l'hai persa l'hai solo messa in stand-by e pigia play per favore.
Forse è solo la serata, forse, o forse no.
non è la serata e non è nessun forse è solo una pippa mentale. sveglia.
Di certo non mi riconosco, rana a parte, la maternità rende meno incline alla trasgressione e piu prudenti.
Che se per prudenti intendi stare tappate in casa, stai fresca.

Ok basta, Io, super Io, Ego e coscienza, ognuno al suo post ora parlo io. E' lunedì quindi starsene a casa spaparacchiate sul divano è cosa di tutto rispetto, puo succedere, contribuisce all'appiattimento del deretano, ma questa è un altra storia. Succede molto spesso? ok ma finira. ve lo asicuro. Quando non lo so ma certo finirà, prima o poi....quando la rana avrà 18 anni forse.

Song: Bob Dylan - Knockin' On Heaven's Door

Foto: Sara [Hard to explain ♫]

lunedì 3 maggio 2010

Preludio di primavera.

Siamo solo ai primi di Maggio ma direi che era pure ora.... Benvenuta primavera!


Le giornate si allungano e i pantaloni si accorciano.
Infinite passeggiate nel verde e mille occasioni per fuggire in improvvisate gite fuori porta.



Mi basta un raggio di sole e sono felice, mi basta vedere il Socio e la Rana rincorrersi e giocare per essere contenta e riscoprirmi serena, pensando che tutto sommato posso ritenermi fortunata.



"Chiara tu vuoi bene a mamma?"
"..tì!"
" e quanto le vuoi bene a mamma?"
"..t a n t o...t a n t o ..."

hanno dovuto raccogliermi con il cucchiaino la prima volta che lo ha detto, ero in estasi in brodo di giugiole.

Una mamma non può sentire certe cose altrimenti le parte il neurone.

Positività della primavera: assieme alle giornate si allunga anche il pisolino della rana, ricarica le batterie in maniera proporzionale alle ore che avrà a disposizione per consumarle.
Così anche io ho il tempo necessario per prepararmi alla full-immersion di corse e rincorse pomeridiana.
Dopo un inverno di clausura quasi totale è esilarante osservare i tentativi di socializzazione raneschi, non fosse che sono alquanto bruschi ed invadenti e i nani tendono a scappare intimoriti.
E' una tosta sta ranocchia, mi farrà mettere i capelli bianchi, chissà da chi avrà preso.

Song: Una musica brutal - Gotan Project

Foto: Marlene
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